Le Case che Siamo

Le Case che Siamo

Liberamente ispirate dalle riflessioni di Luca Molinari in “Le case che siamo” apriamo le porte della nostra maison in quanto casa, luogo, piazza, stanza, rifugio. Ricordando la casa che siamo stati, ripercorriamo il nostro viaggio d’archivio instagram in quanto viaggio tra persone, emozioni, contatti e sguardi: tutte espressioni del domestico, dell’intimità ricercata e dell’attenzione affettuosa nei confronti dei nostri luoghi e delle nostre attività raccolte nel tempo.

Discutere del ruolo della casa in un periodo dove la casa sembra essere sia il nostro privato che il nostro pubblico, si prefigura come un atto di piena consapevolezza e fedeltà riconosciute alle mura domestiche.

Quale il ruolo della casa ieri, oggi e domani?  Perché è importante chiederselo?

La casa, nucleo fisico che ci accoglie da sempre, è ora investita di un ruolo di rassicuratore, ascoltatore, colei che c’è sempre, pronta a sostenere. Antropomorfizzare il ruolo della casa oggi, serve per ricordare e sostenere il suo valore anche e soprattutto quando si tornerà a vivere oltre le mura.

La casa porta le nostre tracce, il nostro essere, vulnerabilità e forze, di cui accettiamo tutte le parti e di cui senza una non potremo far esistere le altre. Riesce a divenire e continuamente divenirsi, configurandosi col passare della storia come spazio multiforme e ibrido ma la cui unicità rimane intatta.  Unicità nell’essere l’ambiente più universale di cui necessitiamo, universale per come ci rappresenta, universale per come siamo.

Ecco come L’Appartamento decide di presentarsi nella sua dichiarazione di esistenza:

Appartamento a cui appartenere durante l’elaborazione di un’idea.
Non è solo un luogo di breve sosta, è spazio in cui lasciare traccia di sé.

L’ambiente domestico si investe di un potenziale straordinario. Un laboratorio.

La natura degli spazi collettivi diventerà più forte, rappresentando la meta finale, la meritata ricompensa ai muri che la pandemia ha dovuto alzare.  Ritornare ad abitare, a vivere il fuori sarà come un ritornare a casa, perché anche i luoghi pubblici si sono modellati e sono divenuti casa. Le case della città sono abitate da persone e le persone che le abitano sono il collante: nella loro umanità e nelle loro relazioni.

Sara Perriello

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