Superfluo

Superfluo

APPUNTI PER UN MANIFESTO Finestra GIALLA a Bologna | Febbraio 2021

di Maison Ventidue

in collaborazione con MUSPA – Museo Senza Pareti 

Superfluo, feticci di libertà d’espressione al tempo di Covid-19. Spazi chiusi – spazi aperti, spazio fisico e virtuale.  Alcuni si spengono o si rinnovano, altri si accendono, moltiplicano, pervadono. Un ON / OFF del pensiero politico intorno alla cultura quale espressione del bisogno squisitamente umano di essere. 

Essere spettatore, Essere pubblico, Essere cittadino, artista, critico, autore. Chi oggi  si ritrova  in una di queste categorie, può finalmente accendersi, premere  l’ON della cultura ed allietare, allietarsi, anche e soprattutto delle cose dell’arte. Da qui la riflessione sullo stato degli spazi dell’arte: dal silenzio o rumore dell’ultimo anno all’emergenza Covid-19 come status of mind. 

comunicato stampa

 

Superfluo 

testo critico di MUSPA -Museo Senza Pareti

L’arte non è necessaria. E il vuoto che la sua assenza crea, non esiste.
Ma è in queste negazioni che si cela la potenza, la costante presenza nell’assenza. 
Il vuoto può essere nulla o può essere tutto. 
Dipende sempre dagli occhi di chi guarda. 

Cosa ci vedi nel vuoto?

Se avessero rivolto questa domanda a Yves Klein, lui avrebbe risposto che “nel cuore del vuoto, come nel cuore dell’uomo, ci sono dei fuochi che bruciano” (Manifesto dell’Hotel Chelsea, 1961). 

Il fuoco illumina, riscalda, avvolge. Proprio come l’arte. Nel corso di quest’anno, essa è rimasta sommersa nel silenzio. Remissivi, o forse rassegnati, abbiamo guardato le luci della ribalta spegnersi lentamente, in attesa che, un giorno, qualcosa tornasse ad allietarci, a intrattenerci. I musei hanno perso il rumore dei passi e dei bisbigli, le gallerie e i centri culturali sono stati privati del loro fervore. Il vuoto. Solo lo spazio rimane. In penombra, spezzato e sospeso. Pieno di un vuoto che esige di essere vissuto, sperimentato, sentito. 

E allora cosa senti nel vuoto?

Il silenzio, ma anche la musica, potente “nel battito del cuore, e soprattutto nei silenzi” (John Cage, Silenzio, 1961). Capace di comunicare, significare e definire. Proprio come l’arte. 

Maison Ventidue e MUSPA decidono di ascoltare il silenzio, di vivere il vuoto, cercando una nuova forma per abitare gli spazi della cultura. È necessaria, ora più che mai, una presa di coscienza e una voglia bisogno, reale, di tornare negli spazi di cui siamo stati privati. Il modo, però, necessita di essere totalmente nuovo. Vogliamo ripensare, insieme a pubblico, critici, cittadini e artisti al ruolo dell’arte, al peso del vuoto, al necessario nel superfluo, e al valore dello spazio. Il desiderio è quello di stilare un Manifesto che riesca a individuare le urgenze di questo periodo, insieme a nuove rotte per transitare cultura.

Sembra che il cuore sia ciò che rappresenti meglio il vuoto. In origine tale parola significava vibrare, ma anche saltare, scuotere, tremare. Niente di più vivo. 

Cos’è che ci ha scosso in questi ultimi mesi?
Cosa ci ha tenuto vivi?
Il vuoto non esiste perché non è niente. 
E allora cos’è niente?
“Il superfluo. Quello che non serve”, direbbe qualcuno. 

“E cos’è l’arte?”, ci chiediamo. 

“È il superfluo. E quello che ci serve per essere un po’ felici o meno infelici nella vita è il superfluo: quello che non serve” (Lea Vergine, L’Arte è un delfino, 2019).

Bologna, 11 Febbraio 2021

 

MUSPA – Museo Senza Pareti

 

CAA scrivere

Per aderire compila il form  creeremo un gruppo di lavoro per scrivere insieme a cittadini, pubblico, artisti e curatori il manifesto de L’Appartamento nella formula e nel formato #transitarecultura

 

Superfluo a L’Appartamento  via Miramonte 4-6 | Bologna randomico #soundstreet

 

Superfluo online

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